SILHOUETTES

200 letti, 200 pazienti.

National Institute of Diseases of the Chest and Hospital (NIDCH) a Dhaka.



B

uio, pareti scrostate, vecchi strumenti arrugginiti. Il tempo, qui, è segnato solo dalle gocce centellinate all’interno delle flebo. Voci roche, fragili volti dal collo reclinato all’indietro, braccia esili e dita affusolate. I muscoli non esistono più ed è solamente la pelle a ricoprire le ossa. Le costole sporgenti ricordano le barre di rinforzo che fuoriescono dal calcestruzzo di questi edifici che, tutt’attorno, cadono a pezzi. Gli occhi infossati, ma luminosi e scintillanti; le espressioni livide e pallide.





L

a Tubercolosi (TB), colpisce tutte le fasce di età in ogni parte del mondo. Nel 2015, 1.8 milioni di persone sono morte a causa di questa infermità e 10.4 milioni l’hanno contratta; tuttavia, la malattia affligge prevalentemente adulti e persone che vivono nei paesi in via di sviluppo. Da decenni questa tematica continua ad affliggere il Bangladesh; il paese si colloca al quarto posto al mondo per la prevalenza di mortalità da tubercolosi.



Ogni anno, infatti, in Bangladesh, si verificano circa 200mila nuovi casi di tubercolosi provocando 80 morti, ovvero nove ogni ora. Si stima che circa 81 mila persone siano morte nel 2014 a causa della TB.  

 

 

La diagnosi non è sempre facile e il trattamento richiede diversi mesi; durante questo tempo, la perdita di guadagni per le persone affette spinge alla povertà ed alla conseguente impossibilità di ultimare la cura, moltiplicando proporzionalmente la diffusione della malattia. Il numero di migranti in Bangladesh è altissimo e la povertà, il sovraffollamento e le condizioni di vita e di lavoro disagiate fanno sì che la Tubercolosi si diffonda oltremodo; ad aggravare questa realtà si aggiunge la mancanza di consapevolezza circa le possibili cure.



Da qualche tempo, infatti, esiste una cura per la tubercolosi, messa a disposizione dal governo come ‘Directly Observed Chemotherapy’. Se l’importanza di una malattia è proporzionale al numero di morti che essa provoca, dunque la Tubercolosi è senz’altro la più temuta delle malattie.





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